C’è questo bel libro, lo scorso fine settimana stavo leggendo sul divano, non troppo compostamente raccolto nell’angolo vicino alla finestra e insomma quella finestra è rivolta a nord ed era pomeriggio ed entrava tanta di quella luce che pareva che fuori, oltre il davanzale ed invisibile alla vista, un nano munito di badile si desse da fare per scaraventare in casa tutta quella che gli riusciva di inforcare. Bé questa luce incontrava uno spigolo del libro che tenevo sollevato con la sola sinistra e aperto per il pollice premuto fra le pagine, cosa che faccio sempre finché non sopravviene il solito formicolio, oppure finché non si fa ora di voltare pagina, dicevo lo spigolo del libro, per effetto della luce, proiettava un ombra triangolare e viola sul mio braccio, viola, e quando l’ho vista ho pensato che un giorno o l’altro dopo morto tutta la mia pelle avrebbe avuto quel colore, per una cosa di sangue immobile credo, e che quindi, in qualche modo, stavo festeggiando il compleanno di quel giorno a venire.

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